December 2008
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ARCH'IT / aureli, mastrigli, tattara - il... →
È arrivato il momento di porci una domanda. È possibile intravedere, nelle confuse fattezze del momento che stiamo vivendo, la forma di un passaggio storico? Nella stasi delle ultime decadi, l’amplificazione mediatica prodotta ad ogni starnuto della storia consiglierebbe rigorosa prudenza. Da lungo tempo siamo abituati al susseguirsi di allarmi, di presunti “stati di eccezione”,...
Trovate il perimetro dell’allegria,
la superficie della libertà,
il volume...
– via NI
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NI / marco rovelli - l’ordine, i nomi. Il delirio →
ciò che inquieta davvero, adesso, è l’accumulo – ordinato, ma straripante – di nomi. Nomi propri di persona. Nomi e cognomi. Fissati in genealogie, in sport, in mestieri. Un universo parallelo fatto di nomi e cognomi. Non c’erano storie, in quell’universo parallelo, solo uno spazio strutturato minuziosamente, e da sempre. Così doveva essere, ed era così per le lettere che si combinavano...
D.I.R.E. - UAD - Unione Artisti Detitolati →
- Era proprio bella quella pentola con le fettuccine di gomma. - Linguine al Testo, si chiamava. - Che fine ha fatto? - La pentola? Ce l’avrà qualcuno. Magari hanno buttato la pasta e tenuto la pentola… Quando mi è arrivato l’avviso, che la mostra era finita e potevamo andare a ritirare gli oggetti se no chissà che fine facevano, io non ci sono andata. Non mi sembrava tanto importante. -...
la voce estesa / LE SERPENT TOUT ENTIER →
Portare le parole vive all’urto del cuore e nella chiarezza di uno stile, nel suo esercizio penetrare la duttile materia del dire, che infranta si ricompone. Tutti dovremmo sì imparare a perdonarci silenziosamente i gesti, gli alfabeti, nell’impronunciabile miseria dell’essere alla luce del mondo, riconoscere l’origine muta del canto, il dolore che ci lega, a un punto uguali e contrapposti e che...
parergon / provincia-ae
“provincia” esprime una certa condizione di lontananza dal centro, da qualsiasi centro, l’essere in ritardo e non indifferenti [se c’è indifferenza nei confronti di un centro, se ne crea automaticamente un altro proprio] rispetto a un tempo che qualcuno definisce primario /
esprime l’irraggiungibilità di qualsiasi ambizione esotica, peraltro costantemente quanto...
bestiario / lunedì 15 dicembre 2008 →
Didascalie della miopia, dello zucchero, dei cervi nei cassetti, del Danubio di Portland
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CR blog / grace jones in chocolate →
Hurricane album inlay photography by Jonathan De Villiers
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la cosa immersa / LE SERPENT TOUT ENTIER →
Nodo o nugolo di sillabe, di suoni, nei labiali duri della cosa, ricavata sempre in soglia alla parola, traspirato come dietro una membrana spessa, come da uno schermo di figure che si versa, luce nel calco del tempo: all’occhio che inquadra il mondo appare irreversibile il testo. Prima sorge da un accostamento euforico come un ilare anagramma. Astrae continuamente il senso. Ripete la parola,...
citazione | stranipensieri →
Alla gente piace fare foto. A me non dispiace. Sento che coglie solo il processo del morire, che lo tiene sospeso per un momento, e sì, può essere divertente. charles bukowski / shakespeare non l’ha mai fatto
via D.I.R.E bookmarks
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tokyo design week 08: flat bulb by joonhuyn kim →
Photographs of old computers →
pensierispettinati / (via boingboing)
Nelle culture antiche, il solitario è una figura maligna. Minaccia il benessere...
– da un piacere trascendente chiamato bellezza / SCOMPARTIMENTO PER LETTORI E TACITURNI
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repubblica.it / pietro citati - addio consumismo →
Addio consumismo riscopriamo le cose Repubblica - 03 dicembre 2008 - PRIMA PAGINA
Tutto cominciò, credo, verso l’ inizio degli anni cinquanta. Allora, un noto specialista americano in pubblicità venne incaricato di studiare il comportamento delle massaie nei nuovi supermarket. In un angolo, nascose una macchina da presa che avrebbe registrato i movimenti delle palpebre delle massaie mentre...
Robust Flavor via S/P
Bunnies Suicide →
pensierispettinati / bunnies suicide (via the presurfer)
+ →
Non c’è una cosa sola al mondo che abbia spazio sufficiente. L’unica è ammonticchiare.
untitled io
November 2008
NI / c’è un solo italiano tra i morti di mumbai →
di Fabrizio Centofanti
C’è un solo italiano tra i morti di Mumbai. Siamo tutti contenti, noi italiani. Gli stranieri, sono strani. Voglio prendere una stanza, all’albergo di Mumbai. Fare il giro della morte, sotto il fuoco incrociato. Col sangue che schizza, capire dov’è la differenza, di cui mi hanno parlato. Prenotatemi una stanza, all’albergo di Mumbai: per sapere cosa cambia, da passaporto...